Roxanne, l'italiana

29 dicembre 2020

Tra poco compie 100 anni. Deve il suo nome a Roxanne, l’amata di Cyrano de Bergerac. Sua madre è stata una delle imprenditrici più iconiche, coraggiose e socialmente responsabili che l’Italia abbia mai avuto. Suo fratello Cazzotto sarà il suo alter ego maschile per antonomasia.

Lei è Rossana, classe 1926, dura esternamente, morbida internamente, sempre vestita di rosso rubino dall’inconfondibile rumore quando viene scartata. Un’icona italiana inventata da Luisa Spagnoli insieme al Cazzotto (il primo nome del Bacio), alla Perugina ed all’omonimo marchio di moda.

Quando Nestlé conquistò Perugina per Rossana iniziò una guerra impari col Bacio per il quale gli svizzeri non badavano a spese a suo discapito indebolendola fino all’annunciata fine.

Invece l’Italia s’è desta e per il suo novantesimo compleanno (2016) la Fida targata Balconi regala a Rossana una nuova casa nell’astigiano.

Fondata nel 1973 da Franco Albesano per produrre le gelatine Bonelle Gelées, morbide gelatine ai gusti di frutta con un metodo di lavorazione artigianale, passata per le mani del fondo Credem che riporterà in Italia Sanagola e Charms, la Fida di Castagnole di Lanzo (AT) viene acquistata da Fabio e Maurizio Balconi, quelli delle merendine italiane che costano poco e non fanno pubblicità.

Il padre Michele, giovanissimo pasticciere, aveva fondato l’omonima azienda nel 1953 per produrre dolci a base di pan di Spagna: un prodotto industriale di qualità artigianale per mamme e bambini. Un prodotto buono, fatto con materie prime di alta qualità, ma venduto ad un prezzo ragionevole.

Leadership di costo, massima automazione, 5 milioni di merendine prodotte al giorno, nel 2014 i figli Fabio e Maurizio decidono di vendere al fondo Clessidra e di rilevare coi proventi la Fida dal fondo Credem della famiglia Maramotti (le signore di Max Mara che a un certo punto avevano diversificato nell’alimentare).

Con Rossana il fatturato di Fida vola a 20 milioni € e la quota di mercato nelle caramelle italiane al 5%, mentre oltre il 50% è esportato all’estero.

Così l’Italia chiamò.

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