Il potere logora chi non ce l'ha

01 luglio 2020

Quando nasce, ultimo di 4 figli, Leonardo ha già perso il papà - commerciante di frutta proveniente da Trani - e per questo sua madre gli dà lo stesso nome prima di affidarlo orfanotrofio milanese dei Martinitt, dove Leonardo arriva al diploma di scuola media. A 15 anni va a lavorare come garzone in una fabbrica di coppe e medaglie ed i titolari, che ne apprezzano le abilità artigiane di incisore lo spingono a iscriversi ai corsi serali all'Accademia di Brera. A 22 anni si trasferisce in Trentino, dove trova lavoro come operaio in una fabbrica di incisioni metalliche. Nel 1958 si trasferisce quindi in provincia di Belluno, per aprire ad Agordo una bottega di minuteria metallica per le occhialerie che tre anni dopo ha già 14 dipendenti.

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Quando Leonardo compie 65 anni, di cui 50 di lavoro, dichiara: «E' arrivato il momento non dico di lasciare l’azienda, ma di non interessarmi più a livello operativo ma solo a livello strategico. Qui abbiamo bisogno di uno che viene fuori. Ci vuole uno più freddo». Il passaggio di testimone è salutato positivamente dalla stampa e dai mercati finanziari e quella che in 40 anni è oramai diventata un’impresa da 60.000 dipendenti è indicata come modello di impresa responsabile e lungimirante, capace di managerializzare per costruire un futuro sostenibile. Non solo, ma Leonardo per la seconda generazione ha definito un ruolo diverso: quello dell’investitore di lungo periodo. «Non voglio figli in azienda»

Leonardo Del Vecchio di mogli infatti ne ha avute 2 che gli hanno dato 4 figli mentre da una terza relazione ha avuto altri 2 figli. Claudio (a capo del gruppo di abbigliamento Brooks Brothers), Marisa e Paola, nascono dal primo matrimonio con Luciana Nervo. Leonardo Maria arriva con la seconda moglie, Nicoletta Zampillo (nella foto), dalla quale Del Vecchio si separa per un po’ per poi risposarsi nel 2010. Nel frattempo arrivano Luca e Clemente, nati dalla relazione con Sabina Grossi, ex investor relator di Luxottica.

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Nella cassaforte di famiglia (la lussemburghese Delfin) Leonardo ha rigidamente suddiviso le quote tra i 6 figli (16,4% ciascuno), ma il ritorno del 2010 con Nicoletta gli costa il 25% (quota legittima peraltro, in caso di decesso) e le quote dei figli passano al 12,5% ciascuno. La governance è rigidissima e lo statuto di Delfin prevede che tutte le decisioni vengano prese con il voto favorevole dell’88% del capitale (di fatto devono essere tutti d’accordo).

Il manager freddo che Del Vecchio stava cercando arriva nel 2004. Non arriva dal Canada come Sergio Marchionne (che nello stesso anno inizia in FIAT), ma da Milano: si chiama Andrea Guerra (nella foto).

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Nonostante risultati eccellenti - crescita, sviluppo, innovazione, redditività, valore economico, responsabilità sociale – dal 2010 (guarda caso) l’equilibrio tra il fondatore e il manager si incrina e nel 2014 quest’ultimo deve lasciare, sostituito con due co-amministratori che si trovano a lavorare a stretto contatto con un presidente-azionista di controllo che rientra alla soglia degli 80 anni. Uno dei due se ne va dopo poco, viene sostituito con un altro, ma se ne va anche questo dopo meno di un anno. Ne resta uno solo, uomo di fiducia del Presidente e della “ritrovata” Nicoletta.

Sarà Leonardo a firmare nel 2018 l’operazione confezionata da Guerra: la fusione con un partner transalpino che dà vita ad un gruppo da 16 miliardi Euro di fatturato.

Il Consiglio di Amministrazione si compone di 16 membri, di cui 8 designati dai francesi (incluso il Vice Presidente Esecutivo) e 8 dalla holding di famiglia (incluso il Presidente Esecutivo).

Il matrimonio dietro e davanti alle quinte è tutt’altro che rose e fiori.

A Marzo 2020 viene fatta fuori la co-CFO espressione dei francesi.

Il 25 Giugno 2020 si dimette il numero due francese e braccio destro di Hubert Sagnières, il quale insieme con l’oramai 85enne Leonardo Del Vecchio, è alla guida dell’intero gruppo a pari poteri.

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Intanto appena un anno prima anche il blocco all'ingresso dei figli in azienda è stato rimosso, quando Leonardo Maria Del Vecchio, classe 1995 e figlio della inossidabile Nicoletta nonché fidanzato della modella rumena Madalina Ghenea, viene nominato nel consiglio di amministrazione di Delfin.

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Per trovare un leader vivente alla guida operativa di un'organizzazione più anziano di Leonardo Del Vecchio bisogna guardare a Mahathir Muhamad, rientrato a 92 anni come Presidente della Malesia e dimissionario 94enne a Marzo di quest’anno.

Onore alla massima del divo Giulio “Il potere logora chi non ce l’ha”, certo non si può dire che la gerontocrazia dia stabilità alle organizzazioni così come l'età avanzata non aiuta a mantenere lucidità decisionale. 

Forse ha ragione Groucho Marx quando dice: "L’uomo non controlla il proprio destino perché le donne della sua vita lo fanno per lui".


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